mercoledì 10 aprile 2013

ELASTICO: Lo prendi alle estremità e lo tendi, ma fino a un certo punto. Se esageri si rompe ma se lo tendi poco non riesci a seperare i due estremi al loro massimo. Come le forzature lasciano, gli estremi ritornano subito vicini per poi rimettersi alla distanza iniziale. Quello che non puoi fare, che non riesci a fare, è lasciare i due estremi contemporaneamemte, esattamente nello stesso momento, e farli ritrovare al centro. L'elastico tiene fermi, immobili, saldi ma è anche slancio e volo. Comunque sia, la natura dell'elastico è la sua immobilità.

mercoledì 12 ottobre 2011

Equilibrismo

perdiamo tempo a cercare l'equilibrio quando spesso e' tempo sprecato. Le persone vivono in ambito di sopravvivenza e l'autoconservazione (che spesso chiamano egoismo), le spinge a fottersene di cio' che sei, fai e provi. Tutto ruota attorno al vestito di scena che si indosserà, in base al ruolo che dovrà essere interpretato. L'istinto e' quello che conta, specialmente quando ti dicono di non fidarti di lui che poi, per assurdo e' te stesso. Come fai a non credere a te stesso? E perché a volte le persone ti chiedono di farlo? Semplice, perché hai ragione e questo rovina i loro piani.
Fidiamoci del nostro istinto e non sbaglieremo... O per lo meno saprei di chi e' la responsabilita.

martedì 27 settembre 2011

Percorsi = scelte

I luoghi che visitiamo, le persone che frequentiamo, le vittorie raggiunte e le sconfitte subite sono percorsi e quindi scelte.
Che la scelta sia derivata o diretta, sia una reazione o una conseguenza, parte tutto da una decisione da quella scelta che ti fa intraprendere una strada.
IO non sono dotato di cartina e non so qual'e' la mia destinazione. Dato che non posso stare fermo mi muovo in base all'istinto, al ragionamento e all'unione tra questi.
Il fine ultimo del percorso e' l'arrivo, ce' chi lo chiama paradiso, che inferno, che valhalla o semplicemente morte.
Come ogni percorso che si rispetti e' pieno di buche, lavori in corso e sbarramenti. Passo la vita ad escogitare come passare gli ostacoli; il tutto per raggiungere la meta.

giovedì 21 luglio 2011

Passato?

La bellezza filosofica del pantha rei non è, purtroppo, totalmente applicabile. Il passato, a volte non esiste. Il passaggio del tempo e lo scorrere delle ore non determinano l'accaduto fine a se stesso.
Ciò che si apre in una determinanta fase di tempo non sempre si chiude e quindi, non essendoci una fine si genera un proseguo che non passa.
Alcuni eventi dellla vita non sono passato, anche dopo anni. La temporalità dell'evento, la nascita dell'accaduto è fissata come unità temporale non finita.
La sofferenza è sempre nel presente. Il dolore è sempre immediato. Eventi non metabolizzati non appartengono al passato e lo scorrere del tempo non sempre cicatrizza.
A ben pensare è più durevole il dolore dell'amore. Il secondo si perpetua nel tempo, il secondo col tempo si consuma.

domenica 29 maggio 2011

Tempus fugit

E' trascorso un po' di tempo dal mio ultimo post. Tempo passato a entrare e uscire dalle mie certezze con una certa costanza. Tempo trascorso con persone amiche, nemiche, opportunisti, e falsi d'autore vari. Tempo speso a viaggiare, vedere e osseravre con attenzione. Tempo investito nell'azione ripetitiva dei singoli giorni, con la credenza che qualcosa di nuovo si vada delineando. Tempo mai buttato. Ogni azione e pensiero, ogni persona incontrata, ogni ora condivisa con qualcuno o solamente con i propri pensieri, sono state preziose. Osservare gli altri è vedere un pò di se allo specchio. I vizi, le virtù, ciò che vorremmo essere e ciò che al momento disprezziamo. Il tempo non è mai abbastanza e te lo fa continuamente capire nell'invecchiamento, nella crescita e nella morte. Solo ciò che non è fisico resiste AL tempo; le idee.
E infine il tempo usato nella lotta con se stessi, a ricostruire strutture abbattute dall'uragano da te creato, e fatto entrare dalla finestra che tu hai lasciato aperta. Tutto questo per essere sempre più simile a te stesso, ciò che anni di adattamentie sovrastrutture hanno coperto.

martedì 1 marzo 2011


Parte tutto dalla sopravalutazione di questo organo. Il senso più abusato dell'uomo occidentale, abusato al punto da creare tutto un sistema coercizione dell'individuo attorno ad esso.
La tecnologia atta al controllo della mente passa per l'occhio. Non esiste speculazione sul controllo uditivo, tattile o papillare.
Immagini, distorsioni e interpretazioni della realtà creano una subcoscienza a qui l'individuo si abbitua e, anzi ricerca
Il sonno isola questo veicolo che ha comunque incamerato soggetti di elaborazione onirica.
Gli altri sensi sono altrettanto importanti e sottosviluppati. Non si sente, non si ascolta, non si gusta e poco si annusa.
Si preferisce la facile accessibilità della realtà visrtuale, a portata di mano e raggiungibile senza sforzo, se non quello economico.
Desideriamo ciò che vediamo. Punto. Il desiderio è sempre meno un'istinto supportato dai sensi ma, al contrario un senso che insegna il deisderio tramite la coercizione mediatica del desiderio fine a se stesso e verso se stessi.