martedì 27 luglio 2010

Senso contrario

Sto forse capendo veramente il perche' il cerchio e' la forma per eccellenza. E' sempre stato venerato e fatto portavoce della pefezione; comincio a capire il perche'. Nulla e' verticale e orizzontale ovvero nulla tende all'infinito. Nulla si prospetta in continuazione e tutto ha un inizio che diventa, per sua natura, la fine.
Il cerchio parte e finisce senza sapere quale sia il punto di partenza. La fine termina con la partenza perche' a questa si congiunge. Il cerchio dimostra che la forma finita ha un senso compiuto, mentre una linea, seppur non retta, no.
I miei pensieri e le mie parole hanno forma di cerchio. I concetti anche perche' tutto ha sempre un continuo ritorno. Disegno cerchi con la mente e faccio partire segmenti che poi girano su se stessi, creando un moto rotatorio infinito.
Cio' che mi spaventa mi affascina, cio' che amo mi ferisce perche' il sentimento piu' non e' mai abbastanza. E' avere continuamente sete di cio' che viene dato in stille. E' il non volere cio' di cui non si puo' fare a meno. E'l'inizio e la sua fine che ridiventa inizio.

domenica 18 luglio 2010

Potere

Il messaggio più chiaro l'ha mandato Massimo Fini col suo "denaro sterco del demonio".
Le persone che ne posseggono, si arrogano diritti che vanno contro il rispetto delle civile degli individui.
Speso chi paga lo stipendio si sente in diritto di fare ciò che meglio crede, di assecondare iperboli umorali, anche a costo di rendere le giornate difficili a chi di quello stipendio vive.
Fermo restando il diritto delle persone di fare ciò che si vuole, anche non accettare tale comportamento mi chiedo: E' possibile essere giudicati solo e esclusivamente per il lavoro effettuato? e possibile che i contrasti personali inducano chi detiene il potere, ad avanzare nella nebbia del "io posso?".
Alla fine tutte le persone di questo mondo hanno solo ed un unico obbiettivo; vivere al meglio delle proprie possibilità.
Chiunque la mattina si sveglia cercando di trarre il maggior vantaggio dala giornata. Chiunque si sveglia e agisce per mangiare ed avere un riparo.
Oguno ha le proprie ragioni e il libero arbitrio, METIAMOCELO IN TESTA, è soggettivo.
Ciò che rimane è il rispetto che si deve, la reciprocità etica e la responsabilità di chi ha di più nei confronti di chi ha meno.
Questo è un dscorso puramente e volutamente socialista, di quel socialismo che riguarda l'uomo, l'individuo e la sua dignità.

lunedì 5 luglio 2010

E' l'indimenticato la fase accessibile dei sentimenti. La strada dritta e spianata verso lunica meta; la fine.
Cosa c'è di più certo che nulla lo è ? la sicurezza che il sole tramonti non è forse paragonabile al passare delle estati?
E' per questo che la vita si divide in anni e gli anni in stagioni. Tutto ci ricorda le fasi del passaggio e l'ineluttabilità del cambiamento.
Mutare con gli anni è tanto più necessario se a susseguirsi sono le mille facce del rimpianto.

domenica 4 luglio 2010

Altrove

Nel mio tipico vagare mi sono accorto di un errore fondamentale: l'"Altrove".
Capita a tutti di pensare che la vita sia migliore altrove e la felicita si trovi in posti lontani dal "qui".
E' un gioco imbarazzante che ti porta sempre a pensare ad una vita migliore, lontano dall'attuale e che quindi ti parla di infelicità.
Gli accadimenti sono la nostra ombra e succedono vicino a noi, grazie a noi e per nostra responsabilità.
Basterebbe rallentare per capire che ciò che siamo è reale e non un temporaneo passaggio.
Basterebbe capire che è meglio restaurare che costruire, perchè in fin dei conti la casa non è mai così diroccata e l'abbiamo costruita noi.