martedì 17 agosto 2010

Viaggio1

Un giorno normale, di quella normalità che prelude il giorno successivo. L'ha cambiata un solitario viaggio in macchina, pioggia e "vocal" dei Madrugada.
Mi sono accorto che la destinazione era svanita, non contava. Non contava la destinazione ma il piacere del momento.
Il volume si alza, la velocità diminuisce e sembra che il tergicristalli scandisca il tempo della canzone.
Non c'è differenza tra la cupidigia della voce e il cielo plumbeo. Solo io, la pioggia e la musica.
Potrei accelerare, rallentare ancora, fermarmi e dormire. Ho deciso di stare fermo e assecondare quella situazione. Ho deciso di rilassare lo stomaco e respirare profondamente.
Ho deciso di abbassare il finestrino, e sentire il profumo della canzone.

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