martedì 4 gennaio 2011

Disgressione dei pensieri. Nulla a che vedere con l'analisi della logica ne tanto meno con l'esplorazione del pensiero.
Frammentare l'idea e seguirne le schegge, questo è. Non essite nessun assoluto a causa di questo, nessun filo logico. Le strade dell'io sono solo progetti mai realizzati, da non confondere con il fare materiale dei pensieri fini alla sopravvivenza.
In fin dei conti è prende qualsiasi linea logica e, tramite la disgressione dare valore ai singoli elementi per formare nuovi pensieri.
La valutazione del pensiero passa quindi inevitabilmente dalla sua forma, dai lati che compongono il ragionamento e dagli spigoli che ne sono l'antitesi.
Bisognerebbe fissare almeno un vincolo, una barriera oltre la quale questa opera di deframmentazione non è più ammessa. Ma come si fa se ogni bariera nasce dal pensiero e quindi soggetta all'abbattimento? avere dogmi in processi mentali liberi e quindi discutibili?
E poi se esistesse un limite andrebbe posto ogniddove. Se è vero che un pensiero soggetto a disgessione esplode nelle sue componenti, essi stesse diventano soggetti del pensiero, e quindi possibili di disgressione.

1 commento:

  1. abbi come via, il nn avere vie....abbi come limiti, il nn avere limiti.... Be water my friend :-)

    RispondiElimina